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	<title>Commenti a: Implicazioni del conferimento di diritti all’embrione/2</title>
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		<title>Di: arithmus</title>
		<link>http://epsum.wordpress.com/2008/04/22/implicazioni-del-conferimento-di-diritti-all%e2%80%99embrione2/#comment-16</link>
		<dc:creator>arithmus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 17:26:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://epsum.wordpress.com/?p=8#comment-16</guid>
		<description>Bene,ho letto con attenzione gli spunti e i commenti dei colleghi sul tema. I diritti dell&#039;uomo, in questo caso della potenziale madre (in quanto solo in potenza essendo votata ad un destino di mancanza della futura figlianza per scelta o necessità), sembrano essere nella individuazione, nella difesa di esclusività del singolo (la gravida) da diritti (anche in potenza) di altri. Un ergere steccati rispetto a chi è fuori del singolo. Dove il singolo è unico, esclusivo, in parte ostilemnete avverso ad una visone cosmogonica, se non proprio ecumenica, della propria identità rispetto ad altri.
E quindi il dibattitto è meramente fattuale, legato all&#039;episodio, all&#039;emozione dell&#039;atto, e non più morale. Anzi la morale è esclusa, in partenza, perchè implica una decisione, un&#039;adesione mentale non facilmente prevedibile in un seiotica sociale basata si ritmi binari dell&#039;elettronica in un palinsensto mediatico che privilegia la ricerca esasperata dell&#039;eccesso, del caso limite, dell&#039;unico: anche nel fatto.
A me sembra che porre il dibattito in termini di alternativa(ad es: è più diritto quello della donna a vivere , o quello dell&#039;embrione a nascere?) sia solo un sofismo che si presta ad un radicalismo manicheo che alla fin fine vuole solo rassicurare; consentendo, appunto, di riconoscersi in una parte,e nel porre barriere e steccati di incomunicabilità verso l&#039;altra. 
 Quanto si &quot;sporca&quot; il diritto della donna ad aborire ad esempio, sapndo che suo figlio potrebbe nascere sano? Quanto si pulisme l&#039;aborto per il semplice fatto che la gravidanza nasce da uno stupro o porterà alla nascita di un figlio deforme?
E&#039; tutto un giudizio fattuale: tutto deve diventare un giudizio fattuale. E&#039; semplice, può essere venduto in uno spot; è sempre notizia, ma breve, per riempire i buchi delle pagine &quot;importanti&quot; con una sconfinata serie di banalità di parte. Vendute per par condicio o peggio per ricerca della verità e del diritto di cronaca.
La mia domanda, che è la domandas dell&#039;uomo moderno è questa: vogliamo davvero spendere energie per educare noi e i nostri figli a formarsi uno sprito libero e critico, oppure è più &quot;efficiente&quot;, &quot;moderno&quot;, e &quot;globale&quot; pensare di ritagliarsi una propria identità, una propria espressività ricercando nella semiotica globalizzata punti unici di chiaroscuro e non cercare altre fequenze olte i limiti (attuali) della sensibilità dei nostri ochhi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene,ho letto con attenzione gli spunti e i commenti dei colleghi sul tema. I diritti dell&#8217;uomo, in questo caso della potenziale madre (in quanto solo in potenza essendo votata ad un destino di mancanza della futura figlianza per scelta o necessità), sembrano essere nella individuazione, nella difesa di esclusività del singolo (la gravida) da diritti (anche in potenza) di altri. Un ergere steccati rispetto a chi è fuori del singolo. Dove il singolo è unico, esclusivo, in parte ostilemnete avverso ad una visone cosmogonica, se non proprio ecumenica, della propria identità rispetto ad altri.<br />
E quindi il dibattitto è meramente fattuale, legato all&#8217;episodio, all&#8217;emozione dell&#8217;atto, e non più morale. Anzi la morale è esclusa, in partenza, perchè implica una decisione, un&#8217;adesione mentale non facilmente prevedibile in un seiotica sociale basata si ritmi binari dell&#8217;elettronica in un palinsensto mediatico che privilegia la ricerca esasperata dell&#8217;eccesso, del caso limite, dell&#8217;unico: anche nel fatto.<br />
A me sembra che porre il dibattito in termini di alternativa(ad es: è più diritto quello della donna a vivere , o quello dell&#8217;embrione a nascere?) sia solo un sofismo che si presta ad un radicalismo manicheo che alla fin fine vuole solo rassicurare; consentendo, appunto, di riconoscersi in una parte,e nel porre barriere e steccati di incomunicabilità verso l&#8217;altra.<br />
 Quanto si &#8220;sporca&#8221; il diritto della donna ad aborire ad esempio, sapndo che suo figlio potrebbe nascere sano? Quanto si pulisme l&#8217;aborto per il semplice fatto che la gravidanza nasce da uno stupro o porterà alla nascita di un figlio deforme?<br />
E&#8217; tutto un giudizio fattuale: tutto deve diventare un giudizio fattuale. E&#8217; semplice, può essere venduto in uno spot; è sempre notizia, ma breve, per riempire i buchi delle pagine &#8220;importanti&#8221; con una sconfinata serie di banalità di parte. Vendute per par condicio o peggio per ricerca della verità e del diritto di cronaca.<br />
La mia domanda, che è la domandas dell&#8217;uomo moderno è questa: vogliamo davvero spendere energie per educare noi e i nostri figli a formarsi uno sprito libero e critico, oppure è più &#8220;efficiente&#8221;, &#8220;moderno&#8221;, e &#8220;globale&#8221; pensare di ritagliarsi una propria identità, una propria espressività ricercando nella semiotica globalizzata punti unici di chiaroscuro e non cercare altre fequenze olte i limiti (attuali) della sensibilità dei nostri ochhi?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo gambrosier</title>
		<link>http://epsum.wordpress.com/2008/04/22/implicazioni-del-conferimento-di-diritti-all%e2%80%99embrione2/#comment-9</link>
		<dc:creator>riccardo gambrosier</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 17:01:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://epsum.wordpress.com/?p=8#comment-9</guid>
		<description>Gentile Professoressa, Cari Colleghi,
ho inserito sul blog le nuove linee guida sulla legge 40 e una lettera di una donna napoletana al presidente Napolitano pubblicate oggi su &quot;la Repubblica&quot;. Penso che entrambi i documenti possano essere oggetto di analisi e di dibattito per noi tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Professoressa, Cari Colleghi,<br />
ho inserito sul blog le nuove linee guida sulla legge 40 e una lettera di una donna napoletana al presidente Napolitano pubblicate oggi su &#8220;la Repubblica&#8221;. Penso che entrambi i documenti possano essere oggetto di analisi e di dibattito per noi tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: riccardo gambrosier</title>
		<link>http://epsum.wordpress.com/2008/04/22/implicazioni-del-conferimento-di-diritti-all%e2%80%99embrione2/#comment-8</link>
		<dc:creator>riccardo gambrosier</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 16:57:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://epsum.wordpress.com/?p=8#comment-8</guid>
		<description>Da www.repubblica.it

LA LETTERA
&quot;Ho trent&#039;anni e sono incinta&quot;

Egregio Presidente, 
sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent&#039;anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l&#039;aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un&#039;emozione bruciante, una felicità incontenibile. L&#039;idea di aver concepito un figlio con l&#039;uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare. 
Ad ogni modo la mia gioia non ha visto la luce del giorno dopo. Ben presto la ragione, come spesso accade, ha preso il posto del cuore e mi ha schiaffeggiata forte, come si fa per scacciare in un colpo una forte sbronza. 
La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti &quot;lavoretti&quot; che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese. 
Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria. Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista. Quest&#039;ultima rinuncia fu per me la più dolorosa perché la verità è che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo. Il lavoro era splendido, ma non si può vivere solo di passione. 
Purtroppo la vita mi mise di fronte ad una scelta. Mi ero innamorata e desideravo vivere insieme al mio compagno, quindi, o perseguivo la mia ambizione, che mi imponeva però di gravare ancora sulle spalle della mia famiglia, oppure spiccavo il volo e mi rimboccavo le maniche accettando qualsiasi tipo di occupazione che mi garantisse un reddito, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno d&#039;amore. Scelsi la seconda strada. Scelsi l&#039;amore! Scelsi l&#039;amore e glielo assicuro, Signor Presidente, non c&#039;è stato un giorno, da allora, in cui io me ne sia pentita!!! 


Ora però è diverso...! 

Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d&#039; ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui... Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente??? 

Si, questa è la vita!!! Qui non c&#039;è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: &quot;Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!&quot;. 

Mi risparmi la retorica, perché è l&#039;ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un&#039;altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell&#039;assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché &quot;se c&#039;è l&#039;amore c&#039;è tutto&quot;, io chiedo a queste persone: &quot;Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???&quot; 

Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l&#039;anima per sempre!!! 

Ma c&#039;è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE&#039;, per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE????????? 

(30 aprile 2008)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.repubblica.it" rel="nofollow">http://www.repubblica.it</a></p>
<p>LA LETTERA<br />
&#8220;Ho trent&#8217;anni e sono incinta&#8221;</p>
<p>Egregio Presidente,<br />
sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent&#8217;anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l&#8217;aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un&#8217;emozione bruciante, una felicità incontenibile. L&#8217;idea di aver concepito un figlio con l&#8217;uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare.<br />
Ad ogni modo la mia gioia non ha visto la luce del giorno dopo. Ben presto la ragione, come spesso accade, ha preso il posto del cuore e mi ha schiaffeggiata forte, come si fa per scacciare in un colpo una forte sbronza.<br />
La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti &#8220;lavoretti&#8221; che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese.<br />
Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria. Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista. Quest&#8217;ultima rinuncia fu per me la più dolorosa perché la verità è che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo. Il lavoro era splendido, ma non si può vivere solo di passione.<br />
Purtroppo la vita mi mise di fronte ad una scelta. Mi ero innamorata e desideravo vivere insieme al mio compagno, quindi, o perseguivo la mia ambizione, che mi imponeva però di gravare ancora sulle spalle della mia famiglia, oppure spiccavo il volo e mi rimboccavo le maniche accettando qualsiasi tipo di occupazione che mi garantisse un reddito, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno d&#8217;amore. Scelsi la seconda strada. Scelsi l&#8217;amore! Scelsi l&#8217;amore e glielo assicuro, Signor Presidente, non c&#8217;è stato un giorno, da allora, in cui io me ne sia pentita!!! </p>
<p>Ora però è diverso&#8230;! </p>
<p>Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d&#8217; ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui&#8230; Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente??? </p>
<p>Si, questa è la vita!!! Qui non c&#8217;è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: &#8220;Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!&#8221;. </p>
<p>Mi risparmi la retorica, perché è l&#8217;ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un&#8217;altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell&#8217;assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché &#8220;se c&#8217;è l&#8217;amore c&#8217;è tutto&#8221;, io chiedo a queste persone: &#8220;Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???&#8221; </p>
<p>Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l&#8217;anima per sempre!!! </p>
<p>Ma c&#8217;è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE&#8217;, per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE????????? </p>
<p>(30 aprile 2008)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ciocoro</title>
		<link>http://epsum.wordpress.com/2008/04/22/implicazioni-del-conferimento-di-diritti-all%e2%80%99embrione2/#comment-6</link>
		<dc:creator>ciocoro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 20:06:08 +0000</pubDate>
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		<description>In questo corso stiamo affrontando problemi etici che fanno riflettere molto.Riguardo l&#039;argomento toccato oggi 28 aprile circa il diritto a far nascere il figlio di uno stupro; penso che cio&#039; sollevi un conflitto tra cuore e mente che solo l&#039;uso della ragione e del raziocinio che guidi sentimenti e le emozioni avrebbe potuto evitare.



                                  Liburdi Diego</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questo corso stiamo affrontando problemi etici che fanno riflettere molto.Riguardo l&#8217;argomento toccato oggi 28 aprile circa il diritto a far nascere il figlio di uno stupro; penso che cio&#8217; sollevi un conflitto tra cuore e mente che solo l&#8217;uso della ragione e del raziocinio che guidi sentimenti e le emozioni avrebbe potuto evitare.</p>
<p>                                  Liburdi Diego</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: VALENTINA ERCOLINO</title>
		<link>http://epsum.wordpress.com/2008/04/22/implicazioni-del-conferimento-di-diritti-all%e2%80%99embrione2/#comment-5</link>
		<dc:creator>VALENTINA ERCOLINO</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 13:38:24 +0000</pubDate>
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		<description>Ho potuto leggere e conoscere alcune cose che non sapevo relativamente alla questione dell&#039; &quot;implicazioni del conferimento di diritti all&#039;embrione/1e2&quot;, l&#039;argomento è estremamente delicato e qualsiasi commento può essere superficiale e/o poco attento. A mio avviso, il libero arbitrio è fondamentale, la libertà ci porta ad agire e prendere decisioni sensate in base agli eventi in cui ci troviamo. Consiglio di vedere un film estremamente duro ma vero dal titolo: 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni di Cristian Mungiu premiato con la Palma d&#039;Oro al Festival di Cannes -anno 2007, la storia è di una ragazza che aiuta un&#039;amica ad abortire. Subirà a sua volta un trauma profondo. E&#039; da non perdere, per capire di più quanto sia importante la libertà!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho potuto leggere e conoscere alcune cose che non sapevo relativamente alla questione dell&#8217; &#8220;implicazioni del conferimento di diritti all&#8217;embrione/1e2&#8243;, l&#8217;argomento è estremamente delicato e qualsiasi commento può essere superficiale e/o poco attento. A mio avviso, il libero arbitrio è fondamentale, la libertà ci porta ad agire e prendere decisioni sensate in base agli eventi in cui ci troviamo. Consiglio di vedere un film estremamente duro ma vero dal titolo: 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni di Cristian Mungiu premiato con la Palma d&#8217;Oro al Festival di Cannes -anno 2007, la storia è di una ragazza che aiuta un&#8217;amica ad abortire. Subirà a sua volta un trauma profondo. E&#8217; da non perdere, per capire di più quanto sia importante la libertà!!</p>
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